martedì 12 aprile 2011

Si è sempre meridionali di qualcuno. La Lega dei Ticinesi vince le elezioni nel Canton Ticino

lunedì 11 aprile 2011

Tempi duri per i lavoratori varesini e comaschi. La recente vittoria elettorale della Lega dei Ticinesi nel Canton Ticino è lì a dimostrare che il razzismo elettoralmente paga. Questa volta però le prime vittime sono i Padani, infatti, il leader leghista, Giuliano Bignasca ha prontamente dichiarato che bisogna difendere il lavoro dei ticinesi contro i frontalieri.


La Lega ticinese è cresciuta di 7,6 punti percentuali e raggiunge il 29,8% dei voti. In calo invece i partiti storici del Canton Ticino: Partito liberale radicale (-3 punti percentuali scende al 25%), il Partito popolare democratico (-1,9 punti percentuali scende al 19,9%) e il Partito socialista (-5 punti percentuali scende al 16,3%). Crescono i Verdi (+4 punti percentuali al 6,1%).


Il leader della Lega dei Ticinesi, emulo di Umberto Bossi, denuncia la continua crescita della popolazione di origine straniera, apri al 23% degli abitanti. Nel mirino di Giulaino Bignasca, un signore dall'aria inquietante, soprattutto le naturalizzazioni quadruplicate negli ultimi anni e passate, secondo l'Ufficio Statistica Cantonale, dalle 10.000 del 1989 alle 45.000 del 2.009. Il 40% degli stranieri arriva in Svizzera tramite ricongiungimento familiare e questo è intollerabile per il rude ticinese, perché nella Confederazione dovrebbero starci gli stranieri che lavorano e non i loro familiari.


Nella propaganda della Lega Ticinese ci sono tutti gli ingredienti che hanno fatto esplodere elettoralmente la Lega in Lombardia: il tema della sicurezza, che alimenta l'idea che i criminali sono tutti stranieri, il tema dell'istruzione secondo cui la presenza di bambini stranieri rallenta i ritmi di apprendimento dei locali e quello dell'assistenza sociale che vuole gli stranieri fruire dei servizi sociali pagati con i soldi degli svizzeri.


Cosa accadrà ora che la Lega dei Ticinesi è diventata il primo partito del Canton Ticino? Certamente un aumento di intolleranza e xenofobia di cui rischiano di diventare vittime i frontalieri. Non a caso sui manifesti della Lega Ticinese si poteva leggere: "Nel nostro Cantone lavorano 48.000 frontalieri mentre quasi 20.000 ticinesi sono in cerca di un lavoro!"

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